— Monkey Business/advertising in the jungle

Le nostre password per il futuro.

Per innovare occorre essere pronti a imparare.

Togliersi la giacca degli “esperti”, rimboccarsi le maniche, e lavorare su modelli nuovi, alla ricerca dell’innovazione che funziona.

Ecco perché la nostra agenzia ha creato questo sito: per sperimentare sulla nostra stessa pelle una delle nuove modalità di comunicazione, il blog.
Hugh MacLeod dice di diffidare dei consulenti di comunicazione che non siano anche blogger.

Credo che il collega inglese dica bene (Hugh è una certezza, parleremo ancora di lui). A differenza di anche soli 5 anni fa, oggi non si può pensare di offrire un servizio di comunicazione senza “sporcarsi le mani” con le possibilità offerte dai nuovi media. Non sarebbe serio.

Personalmente, ad esempio, penso che tutte le aziende orientate al marketing dovrebbero aprire uno o più blog, attraverso i propri collaboratori o – perché no – il proprio amministratore delegato (il famoso ceo blogging).
Ma come potrei anche solo parlare di questo con i miei clienti senza averne esperienza diretta? William Blake scrisse: le parole non seguite dai fatti portano la peste.

Però, per passare dalle parole ai fatti, occorre imparare. (Oppure, come dice il presidente dell’Art Directors Club Italiano in questo interessante intervento, devi saperlo).

La sfida del nuovo, a mio modesto avviso, è anche questa: trovare l’umiltà, l’energia e le risorse per ricominciare ad imparare. E continuare a farlo tutti i giorni.

Vale per tutti: pubblicitari, clienti, media.

Solo così riusciremo a cogliere le straordinarie fortune che aspettano gli innovatori, lasciandoci indietro i dinosauri sclerotizzati del vecchio mondo, il mondo lento, quello ignorante, pigro, burocratico e chiuso.

Ecco quindi le parole d’ordine con cui contiamo di avvicinarci alle new frontiers:

innovazione, apprendimento, dialogo, valore, investimento.

Innovazione.
La madre di tutte le battaglie. Ormai è chiaro: la retroguardia pigra, la rendita di posizione, la soluzione di routine sono a fine corsa.
Il futuro ci aspetta con una meravigliosa, maledetta, benedetta, serena, serafica, inesorabile divisione: gli innovatori avanti, gli altri – puff! fuori dal mercato.
Imprenditori, comunicatori, media, nazioni, governi, prodotti, progetti, ci siamo dentro tutti.
Il processo è già nelle cose, da un momento all’altro si attende l’accelerazione fulminante che farà di tutto questo la nuova realtà professionale di ognuno di noi. E dopo, il divide tra nuovo e vecchio sarà – come dire – operativo, irreversibile.

Apprendimento.
Imparare. Imparare. Imparare. Ogni giorno. Da tutto. Esempio: dall’evoluzione dei ruoli d’agenzia (non ci son più gli art director, i copywriter, i responsabili produzione di una volta… adesso sono meglio!). Dalle esperienze dei clienti. Dagli aggiornamenti che troviamo quotidianamente in rete (servono dei link? qui ce ne sono di buoni). Dagli eventi, avvenimenti e… terrificanti discussioni della nostra associazione di riferimento, l’Art Directors Club Italiano.

Dialogo.
Siamo sempre stati tipi attenti agli stimoli dialettici del mercato (e anche della vita, se è per questo).
In tempi in cui il marketing sembra aver finalmente scoperto il valore di un buon dialogo (nonché i media e le tecnologie per metterlo in pratica), è ancora di più il momento di far lavorare le orecchie come e forse meglio della bocca, per meglio coltivare l’arte del dialogo.
(In altre parole: bloggate gente, bloggate, e ascoltate la voce del mercato).

Valore.
Se non vale granché, meglio non farlo.
Nessuno potrà permettersi scelte di scarso valore. Ho letto da qualche parte che su Internet non si sopravvive senza creare valore, e senza farlo costantemente.
Secondo me è vero anche offline, in generale: per una campagna di advertising classico (uno dei cardini della comunicazione d’impresa, la cui importanza è e rimarrà fondamentale), per una strategia di marketing, per una execution, per tutto.
Il buon lavoro è sempre stato ben accetto, ma è probabile che d’ora un poi diventi un pre-requisito.
Il lavoro privo di valore (cioè senza capacità di incidere significativamente nel suo contesto) non avrà più molti sbocchi, la mediocrità rimarrà dov’è (speriamo sempre lontana da noi).

Investimento.
Occorre investire.
Non necessariamente e non solo denaro, ma energie, tempo, risorse, capacità.
Senza investimento programmatico, strutturale, continuativo non potremo aspettarci grandi risultati. No pain, no gain: niente cade dal cielo, niente arriva facilmente, niente arriva dal niente. Impegno costante e duraturo.
Nel nostro piccolo, l’investimento su monkeybusiness è piuttosto impegnativo (nuovo nome, nuova vision, e anche questo blog…).
Se gestite un’attività saprete quant’è dura arrivare a una visione e perseguirla ogni giorno, quindi potete capire cosa significhi cambiarla. Quanto oneroso, rischioso possa essere.
Ma sono convinto che il vero grande rischio, oggi, sia non cambiare.

La ricerca che ci proponiamo di fare, insieme alla piccola-grande community della nostra agenzia (a proposito, sono già oltre 600 le visite a monkeybusiness, in nemmeno tre settimane di vita!) avrà queste parole d’ordine.

Ma la lista può anche allungarsi… per esempio con le vostre parole d’ordine!