— Monkey Business: companies are communities

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gennaio 2010 Monthly archive

Detto senza arroganza, ma viceversa con una specie di incredulo stupore, quello che sta succedendo con Cowo è effettivamente quanto descritto nel titolo.

Come qualcuno sa, le postazioni di lavoro all’interno del nostro ufficio sono aperte a coworker e visitatori (coworking, si chiama).

Per far conoscere questa attività, sconosciuta in Italia come nella maggior parte del mondo, ci siamo inventati un logo, che vedete qui sotto, e abbiamo aperto un blog.

Dopo circa un anno, viste le richieste che ci pervenivano da molte parti, abbiamo messo a punto un progetto di rete. Altro blog (stesso marchio).

E’ trascorso quasi un altro anno, la rete di coworking Cowo è cresciuta notevolmente.

Gli spazi che ora operano in Italia con la nostra insegna sono 27, i due blog totalizzano 35.000 visite all’anno, i coworker che gravitano fisicamente nei vari Cowo italiani sono stimabili in qualche centinaio.

Tutto questo progetto è stato svolto di domenica (come oggi, guarda caso!), di sera, nei ritagli di tempo.

Si tratta di un caso di marketing fondato sul passaparola (che ha raggiunto molte volte i media tradizionali, sempre in maniera non sollecitata) e ne siamo ovviamente orgogliosi.

In questi giorni, Cowo prova a crearsi una fonte di revenue pubblicitaria, attraverso un programma di banner chiamato CowoLinks.

E’ la prima volta nella mia vita che – prima di scrivere la campagna pubblicitaria – mi capita di lavorare alla creazione di un mercato, poi al prodotto, infine al medium stesso.

(Ah, i banner li vendiamo noi, quindi siamo anche… concessionari di spazi!).

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