— Monkey Business: companies are communities

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gennaio 2008 Monthly archive

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A due mesi e mezzo dalla messa online, il blog Chiacchiere in cucina di Febal ha un nuovo layout (il Tarski, per gli amici).

L’esigenza per la verità era nata subito, quando un post un po’ lungo su una relazione di marketing aveva fatto raggiungere alla videata i 12 metri di lunghezza a causa delle 4 colonne…

Inoltre, nel layout precedente, le foto non potevano essere che piccole mentre ora – con l’ultima iniziativa – serve un album fotografico bello grande, per gratificare nel modo giusto i negozianti, che vedono il loro negozio online sul blog, con Bubbleshare.

Così ne abbiamo approfittato per inserire anche la tag cloud, che prima non c’era, i commenti recenti e le statistiche.

Fa piacere notare, inoltre, come il blogroll comprenda un’azienda concorrente, come suggerisce chi ne sa più di noi (punto 18 della lista), e come gli autori dei post siano ora svelati (il template precedente non prevedeva la pubblicazione del nome dell’autore, e qualcuno aveva giustamente fatto notare che non è cosa, scrivere su un blog senza firmare i post…)

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Forse Laura e io siamo riusciti, in occasione della presentazione di stamattina, a trovare una formula espositiva che non ci faccia percepire come un’agenzia di web marketing 2.0 (e il blog febal, e il cluetrain, e ohmymarketing, e aziendeconleorecchie… finisce che si pensa che non facciamo più campagne di adv, che invece sono e rimangono il nostro pane quotidiano).

Semplicemente, come tutti i comunicatori degni di questo nome, ci poniamo molto seriamente la seguente domanda:

Se il mio target non guarda quasi più la tv e crede sempre meno alla pubblicità, come faccio a interessarlo comunque?

“L’incrocio equilibrato e consapevole tra tecniche di comunicazione tradizionali e approcci più innovativi, nel pieno rispetto del prosumer e sempre secondo i principi contenuti nel manifesto del marketing dell’ascolto” è la risposta che “infiliamo” nel DNA di ogni nuovo progetto da un annetto a questa parte (lo so che forse non è chiaro, ma non posso mica pubblicare sul blog le proposte per i clienti, per spiegarmi meglio…).

Senza contare che ascoltare di più la blogosfera e blaterare meno sui mainstream media aiuta a risparmiare sul budget, cosa che non dispiace mai a nessun committente!

😉

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In queste settimane ci siamo occupati di un’iniziativa che – volendo darsi delle arie – si potrebbe definire di User Generated Content (Contenuti generati insieme agli utenti, cioè quella tendenza nata sul web in alcuni ambiti – giornalismo, marketing, pubblicità, informatica – che prevede la co-creazione di qualcosa insieme agli utenti di quel qualcosa, sia esso un software o una campagna pubblicitaria; tutto questo contrapposto a un’impostazione tradizionale in cui tutto viene “imposto” dall’alto; per fare un esempio nel nostro campo, uno spot tv è imposto dall’alto, un blog invece, dato che permette il dialogo bidirezionale, si considera co-creato).

Mi riferisco all’idea partita dal blog del nostro cliente Febal con il post Ci aiutate a trovare il nome per una cucina, che per qualche giorno è rimbalzato in alcune stanze della blogosfera, come raccontato qui, portando quasi 300 proposte creative “spontanee” sul blog (vedi anche l’intervista rilasciata dal direttore marketing a Youmark, qui).

Quello che mi ha spinto a scrivere queste righe è stato lo scoprire, in un progetto dello stesso tipo ma con caratteristiche molto diverse, una reazione piuttosto simile da parte di alcune persone.
Vuoi vedere che ci scappa una “teoria sulla reazione-dei-blogger-all’UGC”?

Senza fare troppa filosofia, vediamo cos’è successo.

L’altra iniziativa di cui sto parlando è il concorso di Natale Samsung “Wish Your List”, presentato qui.

Entrambi i contest richiedevano l’intervento creativo dei lettori, sotto forma di testo (un nome per Febal, una frase spiritosa per Samsung).

Ma le similitudini direi che finiscono qui, in quanto Febal era estemporaneo e improvvisato mentre Samsung curato con tanto di nome e logo, Febal senza premi annunciati e Samsung con bellissimi prodotti in palio, Febal pubblicato su un blog appena nato, Samsung lanciato dal celebre Samsung News… eppure.

Eppure entrambe le aziende – pur coronando con successo (e una partecipazione veramente notevole per Samsung) i rispettivi progetti – si sono sentite muovere critiche a mio parere un po’ superficiali e talvolta eccessive.

Avendo stimolato i creativi dal blog Adci, su Febal (e su di noi) sono piovute accuse di “arroganza”, “iniziativa vergognosa”, “sfruttare i sogni dei ragazzi”. (Di tutt’altro tenore e stile – va detto – la critica costruttiva di Maurizio Goetz, che ha osservato come il progetto avrebbe potuto delinearsi meglio come idea di “citizen marketing” se il concorso fosse stato rivolto ai compratori di cucine, anziché a dei pubblicitari. Abbiamo ringraziato e preso diligentemente nota dell’osservazione del prof. Goetz, per la prossima volta…).

Nel caso di Samsung, invece, la reazione non proprio sportiva di alcuni ha riguardato le scelte delle giurie, con espressioni quali “la giuria andrebbe cambiata”, “annateve a fa***” e perfino “la solita italietta”, frase che – letta il giorno in cui è caduto il governo – appare in tutta la sua infelicità (qui tutti i commenti e qui le riflessioni di Andrea Andreutti, curatore del blog).

In conclusione forse ha proprio ragione Massimo Moruzzi, che chiosa:

Sul web la prima regola è:

-regala qualcosa o paga qualcuno, e avranno tutti mille e più di mille diritti
-falli pagare, e saranno più concilianti nei confronti di tuoi eventuali errori

è strano, ma è così. Ovviamente, è (anche) perchè i due pubblici (chi vuole vincere o guadagnare e chi invece compra e paga) sono ben diversi.

Personalmente, non ritengo l’accaduto sufficiente a cambiare strada, e continuo a considerare questo tipo di iniziative molto favorevolmente, però mi è stato certamente utile rendermi conto di alcuni comportamenti.

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flowers

Alla fine, questo è quello che siamo, dopo aver lavorato 10 anni per le grandi multinazionali dello spot patinato e i guru della battuta fulminante, dopo aver fatto i nostri bravi anni di free-lance, dopo aver aperto la nostra botteghina, dopo aver ridefinito i nostri scenari e la nostra identità, dopo aver affidato un lavoro per un nostro cliente a copywriter sconosciuti nella blogosfera…

Umilmente, cerchiamo di studiare, ci sforziamo di imparare, ci impegnamo a sperimentare i cambiamenti che ci porta la rete.

Ecco cosa c’entra la musica con le cucine .

[Immagine tratta dalla presentazione monkey].

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E cosa c’entra la musica con le cucine? Ne riparleremo. (Buon ascolto).

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